TERREMOTO: PEZZOPANE, DECRETO IGNORA PROVINCIA E COMUNE
giovedì, aprile 30th, 2009(AGI) – L’Aquila, 30 apr. – “Le promesse annunciate sono già state tradite dal decreto. Ma noi a questo trattamento non ci stiamo e pretenderemo delle modifiche soprattutto su alcuni punti fondamentali”. Lo afferma in una nota la Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane. “Mi muovero’ – annuncia Pezzopane – presso la conferenza Stato-Enti Locali e l’Unione delle Province per il giusto coinvolgimento delle amministrazioni locali nella ricostruzione”. Swecodno Pezzopane “tre punti soprattutto non vanno: il decreto per il terremoto dell’Abruzzo, diversamente da come è avvenuto per Umbria e Marche, depotenzia e scavalca gli enti locali, Comune e Provincia, che sono invece i soggetti a cui maggiormente i cittadini si stanno rivolgendo in questa fase di emergenza, perche’ sono i soggetti di riferimento per il territorio”. “La Provincia, a cui spetta la pianificazione del territorio- aggiunge Pezzopane – e’ stata ignorata. Un esempio eclatante del paradosso che si e’ venuto così a creare risiede nel fatto che sono stati previsti i fondi per la viabilità dell’Aans e non per quella della Provincia che gestisce tutte le strade provinciali. Sull’edilizia scolastica un’altra assurdita’: i soldi vengono assegnati alla Regione, l’unico ente che non ha alcuna competenza diretta sulla materia e che dovra’, procedere per eseguire i lavori con il Provveditorato alle Opere Pubbliche. Perche’ – aggiunge – si è scelta una procedura così lunga e complessa e non le vie già oliate e veloci, assegnando i fondi a Comuni e Provincia che sanno come e dove operare e avrebbero così potuto assicurare la riapertura gia’ a settembre degli edifici scolastici? Sulle ristrutturazioni delle case dei privati, in nessuna parte del decreto si fa riferimento ai 150.000 euro annunciati dal Presidente del Consiglio Berlusconi. Inoltre nelle ricostruzioni in Umbria e Marche, e’ stato coperto il 100% del costo base delle case perdute. Noi – conclude – non siamo da meno, e sia chiaro che non accetteremo trattamenti diversi.
Poco chiare e deboli infine, le misure per le attività produttive”. (AGI)
Plt
