SCUOLA: TRIPODI (PDCI), DATI ALLUCINANTI SUI TAGLI IN CALABRIA
venerdì, marzo 27th, 2009(AGI) – Catanzaro, 28 mar. – “Quello che temevamo, che abbiamo duramente denunciato, e per cui siamo scesi in piazza insieme a studenti e personale scolastico di ogni livello, e’ puntualmente e vergognosamente accaduto”. A sostenerlo, in una nota, e’ Michelangelo Tripodi, segretario calabrese del PdCI e assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, in merito alla scure sulla scuola pubblica che si abbattera’ soprattutto sul Sud con ben il 40 % dei tagli.”E’ assolutamente incredibile – spiega Michelangelo Tripodi – dalla lettura della bozza ministeriale sugli organici 2009/2010 i dati che si ricavano sono allucinanti. In Calabria nel settore scuola si perderanno 2.492 posti, di cui 75 dirigenze: 631 nella scuola primaria, 1.002 nella scuola secondaria di primo grado, 783 nella scuola secondaria di secondo grado. Senza contare poi i dati del personale Ata non ancora comunicati. Il che significa, in termini pratici, scuola pubblica e migliaia di posti di lavoro azzerati”. “L’ennesimo regalo che il governo Berlusconi riserva al Mezzogiorno e alla Calabria in particolare – aggiunge il segretario regionale del PdCI -. Calabria che in base allo scriteriato disegno Gelmini che penalizza soprattutto i piccoli centri e le aree piu’ marginali si trova ancora piu’ danneggiata rispetto ad altre regioni. Una scelta scellerata, senza precedenti che vuole affossare definitivamente un sacrosanto diritto sancito dalla nostra Costituzione, il sapere e le sfide che i giovani hanno di fronte, riducendo gli spazi formativi, le risorse. Proprio in questo periodo dove tutti i Paesi stanno affrontando la crisi investendo proprio nella scuola e nella formazione, rendendola piu’ adeguata ai tempi e formando meglio le future generazioni, si sceglie la strada che condannera’ l’Italia ad un futuro di ignoranza, arretratezza, discriminazione classista e ingiustizia sociale e, puntualmente, a pagarne le maggiori conseguenze sara’ il Mezzogiorno. Sud dove, essendoci meno occasioni lavoro, e’ ancora piu’ importante investire nella formazione di qualita’, nella ricerca e nell’innovazione. La manovra effettuata dal governo Berlusconi – ribadisce Tripodi – portera’ ad effetti devastanti, esiti drammatici. Il taglio delle risorse, infatti, e’ di tale entita’ da non aver precedenti nella storia della nostra Repubblica. Corrisponde, infatti, al 20% dei bilanci e produrra’ lo smantellamento della scuola e dell’universita’ pubbliche e statali, la loro privatizzazione. La forbice dei tagli impedira’ allo Stato di assicurare a ben 300.000 bambini su 450.000 di sei anni iscritti al primo anno della scuola dell’obbligo e le 30-40 ore di lezione settimanali che i loro genitori hanno richiesto e che sempre erano state garantite. Sulle famiglie, gia’ duramente provate dalla crisi, ricadranno quindi i costi per un tempo scolastico adeguato”. (AGI)
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