(AGI) – Cagliari, 20 feb – Lombardo che, nonostante la giovane eta’, e’ alla quarta legislatura vanta anche un’esperienza di due anni e mezzo come vice presidente dell’assemblea, che potrebbe far valere nelle trattative. L’esponente di Forza Italia, che ha rilevato il testimone di Cappellacci alla guida del partito in Sardegna, risulta anche fra i candidati piu’ votati in Sardegna, grazie alla popolarita’ consolidata nel collegio elettorale del Sulcis-Iglesiente.
Anche la componente di An del Pdl ambisce al piu’ alto scranno dell’assemblea sarda sulla base della considerazione che Forza Italia ha la presidenza della Giunta e potra’ rivendicare un maggior numero di assessori. Nessuno, per ora, si candida ufficialmente, ma Artizzu, forte dei quasi 11.000 voti ottenuti (secondo dati ancora ufficiosi), e’ il piu’ accreditato. Non si puo’ neanche escludere, pero’, che tra i due contendenti del Pdl possa avere la meglio Oppi. Il deputato difficilmente lascerebbe il suo posto alla Camera per tornare a fare il semplice consigliere regionale in Sardegna. L’Udc, inoltre, si sente creditrice con gli alleati per la scarsa rappresentativita’ nel listino regionale: a causa del mancato premio di maggioranza il partito rischia di perdere il nono componente, l’avvocato dello Stato Giulio Steri. Appare piu’ debole, al momento, la posizione di Sanna al quale, peraltro, non disdegnerebbe ricalcare le orme di Efisio Serrenti, il presidente del Consiglio sardista dell’ultima legislatura con una Giunta di centrodestra.
L’esito del confronto interno al centrodestra avra’ senz’altro ripercussioni sugli equilibri delle forze politiche della nuova Giunta regionale, anche se diversi esponenti della assicurano che i criteri saranno solo quelli della competenza e dell’efficienza. Di sicuro la parte del leone la fara’ il Pdl ma l’Udc potrebbe arrivare a rivendicare alcuni assessorati chiave tra cui quello alla Sanita’. Per la delega piu’ importante, quella al Bilancio, da piu’ parti si fa il nome dell’ex capogruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa, mentre alla Cultura e Pubblica Istruzione potrebbe andare il sardista Paolo Maninchedda. Queste e altre ipotesi non trovano riscontri tra i leader dei vari partiti che preferiscono rimanere sul vago in attesa che, proclamati gli eletti, si abbia un panorama definitivo della composizione della nuova assemblea sarda. (AGI)
Sol