(AGI) – Lamezia Terme (Catanzaro), 30 ott. – “Salvaguardare le conquiste fin qui compiute, in particolar modo quelle ispirate ai principi di individualizzazione dell’insegnamento, di integrazione delle diversita’, di accoglienza e valorizzazione delle alterita’, che sono espressione dell’identita’ stessa della societa’ italiana; ma anche rispettare e valorizzare il ruolo e la figura del docente, poiche’ l’alta professionalita’ degli insegnanti non puo’ che esprimersi in condizioni di riconoscimento e accettazione sociale”. Sono solo alcuni dei punti del manifesto stilato dall’Associazione guide e scout cattolici italiani (Agesci), nel quale l’associazione prende posizione in relazione al dibattito sulla riforma della scuola. L’Agesci, che in Calabria conta quasi 9.000 persone e in tutta Italia conta piu’ di 177.000 soci, e’ un’associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attivita’ extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e nella realta’ sociale italiana di oggi. Ecco perche’, affermano nel documento i responsabili dell’Agesci, “in questo delicato momento, come associazione rivolta all’educazione dei ragazzi, per la scuola italiana chiediamo le condizioni, prima fra tutte un tempo-scuola adeguato, per esercitare appieno il compito di costruire cultura e, primariamente, la cultura della cittadinanza e della Costituzione; cosi’ come anche percorsi di legalita’, civilta’, responsabilita’ che, accompagnandosi a regole chiare, facciano della nostra scuola il luogo dove diritti e doveri siano appresi e vissuti come garanzia di vita degna e densa per tutti”. Per l’universita’, proseguono i capi educatori, “chiediamo la garanzia dell’autonomia e della liberta’ di ricerca e di insegnamento, che la Carta Costituzionale riconosce; le condizioni che promuovano la libera circolazione dei saperi e la virtuosa competizione dei meriti scientifici; la conservazione e l’incentivazione della natura pubblica e del ruolo sociale, quali valori fondanti del sistema universitario. Siamo consapevoli della necessita’ di una riforma dell’intero nostro sistema di istruzione pubblica, ma siamo altresi’ convinti della necessita’ di coinvolgere in tale disegno di riforma tutte le componenti che interagiscono con il mondo della scuola, a partire dai docenti, dalle famiglie e da quanti sono impegnati nell’educazione dei giovani; non vi e’, infatti, riforma possibile che non muova da un modello condiviso e da scelte e indirizzi pedagogicamente fondati. Siamo consapevoli della necessita’ di razionalizzare la spesa pubblica – concludono i capi dell’Agesci – ma riteniamo che il sistema dell’istruzione, costituzionalmente garantita a tutti i cittadini, meriti una politica di investimenti e non di tagli”. (AGI)
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