SCUOLA: FORMIGONI A BASTICO, OGNI SUA PAROLA UNA PRESA IN GIRO
domenica, settembre 30th, 2007(AGI) – Roma, 30 set. – “Ogni parola della vice-ministro Bastico e’ una presa in giro. L’obbligo di istruzione non si assolve solo nell’istruzione secondaria superiore, ma anche nell’istruzione e formazione professionale”. Cosi’ il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replica alle dichiarazioni odierne della vice-ministro dell’Istruzione, Mariangela Bastico. “Il comma 622 della Finanziaria – spiega Formigoni – e il regolamento attuativo dell’obbligo lo dicono chiaramente: i percorsi di secondo ciclo che assolvono l’obbligo devono rispondere ai curricula definiti dal Ministero della Pubblica Istruzione, cosa che gia’ fanno i percorsi regionali di Istruzione e formazione professionale i quali sono, ricordiamolo, componente del secondo ciclo di istruzione di pari dignita’ dell’istruzione secondaria”. “Quantomeno – prosegue Formigoni – e’ finalmente emerso, al di la’ di ogni ambiguita’ tenuta fino ad ora, che la volonta’ della viceministro e’ di eliminare i percorsi triennali regionali, mandare a casa 70.000 studenti, di cui 30.000 solo in Lombardia, e mettere in crisi tutto il sistema degli enti di formazione, contro ogni norma e contro il successo dell’istruzione e formazione professionale. Sono affermazioni gravi di cui la viceministro Bastico si assume tutta la responsabilita’ politica”. “Per quanto riguarda il confronto con il Ministero, – afferma ancora Formigoni – non possiamo non constatare che ancora una volta si continua a mentire: dopo aver negato per mesi un confronto politico, una settimana fa ci arriva un fax con alcune osservazioni e la richiesta di un incontro tecnico. Puntualmente partecipano i miei tecnici portando la dimostrazione della piena legittimita’ della legge regionale e la situazione si e’ rivelata ridicola: i tecnici dei ministeri nulla hanno potuto obiettare alle nostre controdeduzioni, riconoscendo che la scelta dell’impugnativa e’ politica, non tecnica. Non sono questi i confronti che chiediamo in uno spirito di leale collaborazione: queste sono prese in giro”. E infine il presidente lombardo risponde sul tema delle risorse: “Ma quale 80% piu’? Il Ministero non ha aumentato nessuna risorsa; continua ad assegnare da anni gli stessi insufficienti fondi alle regioni: 53 milioni per tutte le regioni. L’aumento da 6 a 11 milioni delle risorse statali alla Lombardia non deriva da un aumento di risorse statali, ma solo dal riparto interno tra le regioni, che ha premiato la Lombardia per il grande numero di iscritti ai percorsi triennali”. (AGI)
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