(AGI) – Roma, 26 apr. – Nove scuole su dieci, analizzate per casi giudiziari in 10 citta’ italiane, hanno difeso ad oltranza dipendenti accusati di molestie pedofile. E’ l’atteggiamento che denuncia Don Fortunato Di Noto, presidente di Meter, assieme al giornalista Marco Campanella, sottolineando che “tutti i casi giudiziari analizzati si sono conclusi con condanne, anche se solo due hanno superato, sinora, l’esame della Corte di Cassazione”.
Le citta’ prese in esame, scrivono Di Noto e Campanella in un comunicato, sono Milano, Parma, La Spezia, Trieste, Firenze, Roma, Salerno, Bari, Cosenza e Palermo ed i casi sono relativi ad accuse di molestia sessuale e non di violenza, nei confronti principalmente di bidelli (7), con due collaboratori amministrativi coinvolti ed un docente di scuola media inferiore.
“L’unica citta’ in cui si e’ registrato un comportamento equilibrato e collaborativo della scuola – affermano Di Noto e Campanella – e’ stata Milano, con una sospensione cautelativa del docente ed un atteggiamento di grande equilibrio e, prudenza, ma di nessun ostacolo nelle indagini. A Cosenza addirittura – aggiungono – il dirigente scolastico della scuola elementare coinvolta (il bidello accusato di molestie e’ stato condannato a 3 anni di carcere sia in primo che in secondo grado) non solo non ha sospeso il dipendente, ma ha ‘ben pensato’ di rivolgere l’invito ai genitori della piccola molestata di ‘cambiare scuola’ e solo la solerzia del magistrato inquirente ha fatto si’ che la ‘rete omertosa’ impedisse di accertare la verita’”.
I fatti di questi giorni, secondo il presidente di Meter e Marco Campanella, “vanno analizzati con molta prudenza perche’ nulla e’ piu’ infamante di un’accusa di violenza pedofila falsa, ma la Scuola ha il dovere di collaborare non anticipando conclusioni che spettano alla Magistratura, ma offrendo tutto quanto in suo possesso per giungere alla verita’ nell’interesse precipuo del minore”.
Si tratta di “una necessita’ – conclude la nota – che puo’ restituire credibilita’ al sistema scolastico ed alla sua funzione pedagogica”. (AGI)
Red/Oll