(AGI) – Roma, 29 gen. – Fa certamente piacere se e’ un economista come Mario Monti a ricordare, parlando delle liberalizzazioni, un fine politico come Riccardo Lombardi, il fautore delle riforme di struttura, le sole che nell’interesse nazionale potevano cambiare la societa’, rendendola piu’ giusta, equa e diversamente ricca.
E’ quanto afferma l’economista Giorgio Ruffolo in merito alle riflessioni di Mario Monti apparse sul ‘Corriere della Sera’ sul tema delle liberalizzazioni.
Ha ricordato Monti, rivolto alla ’sinistra radicale’, che “il concetto di ‘riforme di struttura’ o di ‘riforme strutturali’ e’ stato introdotto nella politica italiana da Riccardo Lombardi nel 1949. Egli si batteva contro le rendite. Forse anche Lombardi nel contesto attuale sosterrebbe non tanto la nazionalizzazione dell’energia elettrica ma le riforme di struttura che combattono i privilegi delle corporazioni e frenano lo sviluppo del Paese”.
Oggi con le liberalizzazioni, c’e’ l’ipotesi di privatizzare la Snam Rete Gas e torna d’attualita’ “l’impostazione lombardiana che sapeva tenere assieme l’interesse nazionale ed universale con la lotta alle rendite: e qui si decideva la scelta tra riformista e riformatore”, precisa Ruffolo. Ed avverte, “ci sono imprese che per la loro funzione e natura assolvono ad un interesse pubblico, che riguarda la collettivita’ e che quindi tale deve restare: ci vuole pero’ un progetto chiaro e complessivo”.
Qualche esempio? “La nazionalizzazione dell’energia elettrica o la scuola media unica o il servizio sanitario oppure lo statuto dei diritti dei lavoratori: beni, servizi universali che lo Stato deve garantire a tutti”, spiega Mauro Beschi segretario nazionale della Fp-Cgil. Quindi, “le grandi reti – aggiunge – devono per la funzione, esser sotto il controllo pubblico: ci sono dei monopoli naturali che per la caratteristica di produrre beni strategici e di servire la collettivita’, debbono restare in mano pubblica”.
Insomma, “non solo e’ di sinistra – conclude Beschi – che lo Stato abbia il controllo di questi settori strategici, ma e’ di assoluto buon senso”. E la ’sinistra radicale’? “Siamo d’accordo con Monti – risponde Maurizio Zipponi, responsabile dei problemi del Lavoro di Rifondazione Comunista – il patrimonio di idee e di proposte di Lombardi ci appartengono proprio perche’ guardavano all’interesse nazionale e non alle speculazioni finanziarie per cui diciamo che le grandi reti, come il gas, vanno mantenute in mano pubblica garantendo un accesso libero ad esse per consentire una concorrenza tra operatori”. Di piu’, “se le pressioni delle lobby finanziarie dovessero prevalere in altre sedi – conclude – di certo in Parlamento la stragrande maggioranza e’ contraria ad una impostazione che, appunto, mina l’interesse nazionale per cui difficilmente passera’ la privatizzazione dal gas”. (AGI)
Pat