SCUOLA: COBAS, DOMANI “BRINDISI ANTIGELMINI” AL MINISTERO
(AGI) – Roma, 20 dic. – Coprire le scalinate del Ministero dell’Istruzione di un drappo rosso e di un tappeto dorato e porre alla sommita’ un trono occupato da Babbi Natale gonfiabili e naturali, Befane e Befani con doni e letterine di insegnanti e studenti ai ministri Gelmini e Tremonti. E’ quanto si propongono di fare domani pomeriggio i militanti dei Cobas che insieme ai precari si ritroveranno a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione “per un brindisi di fine anno contro i distruttori della scuola e di augurio per le prossime indispensabili lotte”. “Su tutto – annuncia in un comunciato Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS – volteggera’ la Maria Stella Cometa”.
“I distruttori della scuola pubblica Gelmini-Tremonti (in linea con Berlinguer, Moratti e Fioroni) hanno ricevuto dal Consiglio di Stato un importante stop alla riforma delle superiori che vorrebbero attuare fin dal prossimo anno scolastico – scrive Bernocchi – Secondo il Consiglio infatti, i Regolamenti emanati dalla Gelmini per licei, istituti tecnici e professionali vanno ben oltre quanto era contenuto nella delega concessa al governo e Gelmini deve spiegare ’su quale base abbia proceduto all’estensione della delega e se le finalita’ di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle risorse giustifichino l’ampia revisione operata’. Se aggiungiamo che mancano ancora i pareri delle Commissioni parlamentari, diventa concreta la possibilita’ di far saltare l’applicazione della riforma, almeno per il prossimo anno. In questo braccio di ferro interno alle istituzioni, diventa pero’ decisiva la mobilitazione di docenti, Ata, studenti e genitori in difesa della scuola pubblica e delle superiori. La protesta e la lotta necessarie per rigettare l’intero pacchetto distruttivo di Gelmini-Tremonti (i massicci tagli a posti di lavoro, orari, scuole e materie; l’espulsione dei precari; il progetto di legge Aprea ecc..) devono svilupparsi al massimo nei prossimi mesi, per arrivare alla sonora bocciatura di una controriforma che distruggerebbe le superiori e immiserirebbe ulteriormente l’intera scuola pubblica italiana”. (AGI) red