REGIONE: FONDO GARANZIA ETICA, GIUNTA STANZIA 3 MLN DI EURO
(AGI) – Cagliari, 27 nov. – La Giunta regionale ha stanziato nella seduta di stamane tre milioni di euro per un Fondo di garanzia etica, secondo quanto proposto dall’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, in base a disposizioni della Finanziaria 2009. Lo stanziamento e’ a favore delle fasce sociali piu’ deboli, sottoposte a indebitamento insostenibile per la sopravvenuta onerosita’ di prestiti contratti dalle persone cosiddette “non bancabili”, che mai otterrebbero un finanziamento da un istituto di credito.
“L’intervento, riconducibile alle misure di finanza etica, non e’ una generica forma di beneficenza”, sottolinea l’assessore, “bensi’ una proposta concreta della Regione per dare risposte immediate ai problemi dei cittadini piu’ deboli e indifesi. Grazie al Fondo di garanzia etica sara’ possibile finanziare anche progetti di promozione dello sviluppo e del territorio. Il microcredito porra’ al centro dell’intervento la persona, non a caso e’ stato concepito come uno strumento di lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale”.
L’assessorato del Lavoro dovra’ fissare i criteri e le modalita’ di gestione del Fondo, e attivare le procedure di evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto attuatore (una cooperativa sociale o un’istituzione Onlus) e dell’istituto di credito esecutore dell’intervento: con essi, la Regione stipulera’ un protocollo d’intesa che preveda, tra l’altro, le modalita’ di erogazione del prestito, l’importo massimo finanziabile, il tasso d’interesse, la durata e le modalita’ di restituzione del prestito.
Tra i possibili beneficiari figurano anche tutte quelle persone portatrici di progetti d’investimento e di capacita’ imprenditoriale che, al momento della domanda di accesso al microcredito, non riescano ad esprimere il loro potenziale. Ad esse sara’ destinato il 40 per cento del Fondo (un milione 200mila euro), mentre il restante 60 per cento (un milione 800mila euro) sara’ riservato al sostegno di persone e famiglie che si trovano in gravi situazioni di bisogno. In particolare, si fa riferimento a quanti abbiano perduto ogni reddito da lavoro dipendente (licenziamento, cassa integrazione, mobilita’) o autonomo (chiusura dell’attivita’); coloro che, in conseguenza di malattia o disabilita’ riconosciuta dall’Inps, non abbiano piu’ un reddito; persone e famiglie in gravi difficolta’ finanziarie, che abbiano almeno un familiare iscritto alla scuola primaria o secondaria, oppure a un corso universitario. (AGI)
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