SCUOLA:PROTESTA A NAPOLI; DIRETTORE CAMPANIA, TAGLI PROCCUPANO

(AGI) – Napoli, 31 ago. – Non ci sara’ nessuna denuncia nei confronti dei precari della scuola che da stamattina occupano l’ufficio scolastico regionale della Campania, a Napoli. Ad assicurarlo e’ lo stesso direttore generale dell’ufficio Alberto Bottino, che si dice “preoccupato per quello che succede non solo qui ma in tutta Italia, e non solo nel settore della scuola”. Con i suoi oltre 8mila tagli, di cui 6mila docenti e 2mila personale Ata, la Campania e’ la regione piu’ colpita “perche’ abbiamo avuto 5mila pensionamenti, meno di quanto ci aspettassimo”, spiega Bottino. “Stiamo lavorando pero’ – dice – con la Regione e con il Ministero soprattutto per quanto riguarda gli Ata. Attualmente la situazione peggiore si ha a Caserta e poi a Salerno e Napoli, mentre Avellino e Benevento hanno risolto il problema”. Al centro delle proteste e’ finita la riforma della scuola che, secondo i Cobas, “passa attraverso l’espulsione di un numero sempre maggiore di lavoratori precari”. “Ormai e’ chiaro che non si tratta di un discorso economico – commenta Valentina Dell’Aversana, del collettivo precari insegnanti dell’area Cobas, una delle insegnanti che ha partecipato all’occupazioen dellas ala d’attesa dell’Ufficio scolastico regionale campano – il sussidio di disoccupazione comportera’ delle spese. Perche’ allora non usare questi soldi per migliorare la scuola invece di peggiorarla?”. Nel corso della mattinata ci sono stati attimi di tensione quando un gruppo di manifestanti ha inveito contro i giornalisti, colpevoli di “non raccontare come stanno le cose”. Ma sono in tanti a partecipare senza voler esasperare gli animi. Come Vincenzo S., insegnante di strumento musicale: “in Campania ci sarebbe la disponibilita’ di 36 cattedre per docenti come me, e ci sono state solo 2 immissioni in ruolo. Le restanti dovrebbero essere a disposizione dei precari, invece non se ne fa niente. Io sono un precario ciclico, non ho mai conosciuto la stabilita”. Anche Patrizio C., insegnante di inglese, e’ rimasto senza cattedra “da quando gli esuberi delle elementari li hanno spostati alle superiori. Tanti insegnanti delle elementari, per avere l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese, hanno seguito un corso di 100 ore e ora che nella scuola primaria ci sono gli esuberi, li passano alle superiori”. Storie diverse accomunate da anni e anni di precariato. “Siamo tutti sulla stessa barca – conclude una donna sulla cinquantina che preferisce restare anonima – C’e’ chi e’ in graduatoria dal 1984 e chi solo da qualche anno. Per questo siamo qui a protestare. E non ce ne andremo fin quando non ci daranno l’incarico”. (AGI)

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