BANKITALIA: PER IMMIGRATI REDDITI PIU’ BASSI DI ALMENO IL 22%

(AGI) – Roma, 29 mag. – Secondo Banca d’Italia, “si puo’ stimare che ai residenti con cittadinanza straniera sono riconducibili circa 4,5 miliardi di euro a titolo di imposta personale sul reddito e poco meno di 10 in contributi sociali rispettivamente, il 3 e il 5% del gettito complessivo derivato da queste poste). Se commisurata all’intera popolazione, l’imposta pro capite sul reddito e’ stata pari a circa il 60% di quella versata dai cittadini italiani, per effetto del piu’ basso reddito percepito e della progressivita’ del tributo. In media i contributi sociali versati da un occupato straniero sono circa l’80% di quelli di un italiano”. Considerando i dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, il gettito dell’IVA e delle accise prodotto da contribuenti stranieri e’ stimabile in circa il 3% di quello complessivo per effetto sia del piu’ basso livello di spesa per consumi sia della minore quota di beni durevoli, soggetti ad aliquote maggiori. Agli stranieri e’ invece riconducibile circa il 5% dell’Irap sui soggetti privati. Nel complesso, agli stranieri residenti in Italia sono attribuibili poco meno di 5 miliardi relativamente alle suddette imposte indirette; l’importo pro capite e’ pari a oltre il 60% di quello degli italiani. Ancora nel 2006, “sulla base dei dati del Ministero dell’Istruzione e dell’indagine Eusilc, gli stranieri avrebbero complessivamente assorbito oltre il 5% della spesa per istruzione, pari a poco meno di 4 miliardi. La quota sarebbe stata maggiore, attorno al 7%, nei livelli prescolastici e della scuola primaria riflettendo la maggiore incidenza della popolazione con cittadinanza straniera nelle classi di eta’ iniziali. La quota scende al 2,5% nei livelli di istruzione successivi a quello secondario”, che include principalmente l’universita’. Infine, “la piu’ giovane eta’ media della popolazione straniera comporta anche una piu’ bassa spesa sanitaria (circa il 3% del totale, 3 miliardi) e minori erogazioni per prestazioni pensionistiche”. Sulla base dei dati dell’Inps, nel 2006 i pensionati nati all’estero percepivano complessivamente l’1% della spesa totale (pari a circa 2,3 miliardi). I lavoratori stranieri stanno accumulando rilevanti montanti contributivi che si tradurranno in maggiori prestazioni in futuro; si puo’ stimare che nell’arco di un decennio la suddetta quota di spesa dovrebbe piu’ che raddoppiare. Considerando solo i beneficiari, l’importo medio delle pensioni di invalidita’, vecchiaia e superstiti e’ inferiore di circa il 25% a quello dei residenti; quelle assistenziali risultano superiori di circa un quarto. Sulla base dei dati dell’Inps e dell’indagine EU-SILC, le prestazioni a sostegno del reddito (con l’esclusione delle indennita’ di malattia e infortunio) erogate agli stranieri rappresenterebbero circa il 7% del totale (quasi 1 miliardo)”. (AGI)

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