SCUOLA: PES(PD),TAGLI GOVERNO COSTERANNO 1688 POSTI IN SARDEGA
(AGI) – Cagliari, 27 mar. – “La scure che i ministri Tremonti e Gelmini hanno dimostrato di saper usare con estrema freddezza cancellera’ oltre 42 mila insegnanti nel prossimo anno scolastico: in due fasi, prima intervenendo nell’organico di diritto e poi in un secondo momento nell’organico di fatto, verra’ spazzato via oltre il 6% dei docenti italiani. La Sardegna ancora una volta rischia di pagare il prezzo piu’ alto di questa scellerata politica che risponde, purtroppo, solo a esigenze di bilancio e di risparmio”. Lo sostiene il deputato del Pd Caterina Pes sottolineando che “queste decisioni mortificano la professionalita’ di migliaia di insegnanti costretti nel migliore dei casi a lasciare la propria scuola per essere dirottati presso altri istituti e, nel peggiore dei casi, se si tratta di docenti precari, ad essere abbandonati al proprio destino dopo anni di servizio”.
“Nell’Isola, – afferma Pes – stando ai dati del Ministero dell’Istruzione, saranno eliminati 1688 posti in organico di diritto cui si accompagna il taglio di migliaia di classi, decine di autonomie e dirigenze scolastiche oltre che di un elevato numero di personale ausiliario-tecnico-amministrativo. Un bollettino di guerra che lascera’ sul campo 33 dirigenti scolastici, 374 docenti nella scuola primaria, 677 in quella secondaria di primo grado e 604 nella secondaria di secondo grado. In questo contesto la provincia di Oristano potrebbe subire un pesante ridimensionamento. Avvisaglie di questa destrutturazione sono gia’ arrivate nelle settimane scorse con la decisione di accorpare e sopprimere diverse istituzioni scolastiche. La politica sulla scuola voluta da questo Governo sara’, inoltre, pagata cara dalle famiglie sarde che dovranno in molti centri dell’Isola rinunciare al tempo pieno per i propri figli e costituira’ un duro colpo per gli insegnanti costretti a lavorare, soprattutto negli istituti superiori, in classi sovraffollate con gravi ricadute sulla qualita’ didattica delle lezioni. Le fredde cifre ministeriali rivelano quella che sara’ la sorte di migliaia di insegnanti precari che il governo di centrosinistra si era impegnato a stabilizzare in un piano che prevedeva 150 mila assunzioni nel giro di un triennio: precari ai quali ora verra’ dato il benservito senza troppe remore”. (AGI)
Red/Cog