MORTE 14ENNE IN OSPEDALE OLBIA: MENINGITE CON DECORSO ANOMALO

(AGI) – Olbia, 28 gen. – L’infezione generalizzata che ieri, nel giro di poche ore, ha portato alla morte uno studente di 14 anni nell’ospedale di Olbia ha una spiegazione. In una nota la Asl spiega che si e’ trattato di una Sepsi Meningococcica che ha presentato un decorso anomalo, portando alla morte fulminea del giovane. L’azienda sanitaria assicura che la situazione e’ pero’ sotto controllo, in particolar modo dal punto di vista epidemico. Nonostante l’esito dell’autopsia eseguita questa mattina sul corpo del giovane studente morto ieri nel reparto di Rianimazione del Giovanni Paolo II abbia escluso la morte per una Meningite batterica (non vi erano infatti coinvolgimento a livello encefalitico, ma solo polmonare), questa sera l’esito dell’Emocultura ha stabilito si sia trattato di una Sepsi Meningococcica di sierotipo C: una forma rara, dal decorso anomalo in quanto ha interessato esclusivamente il blocco respiratorio, con una progressione talmente fulminante che non ha permesso al batterio di raggiungere le meningi.L’autopsia questa mattina ha escluso l’interessamento a livello encefalico a cui si e’ aggiunta la sepsi generalizzata localizzata in particolar modo nelle vie aeree,: questo ha portato in un primo momento a supporre non si sia trattato di una meningite batterica. Solo l’esito degli esami di laboratorio ha permesso di stabilire la natura della patologia. I segni riferiti dai familiari del giovane ai sanitari del Pronto Soccorso hanno fatto pensare sin dal primo momento ad un sospetto di Meningite batterica, che questa mattina non e’ pero’ stato confermato dagli esami clinici ed autoptici effettuati: in via precauzionale pero’ il Servizio di Igiene e Sanita’ Pubblica della Asl di Olbia, sin dalla serata di ieri, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanita’, ha attivato l’indagine epidemiologica e la sorveglianza sanitaria delle persone che sono state a stretto contatto col giovane olbiese, eseguendo inoltre la profilassi antibiotica ai compagni di scuola, una ventina, agli insegnanti, ai parenti stretti e ai sanitari che hanno seguito il caso. Il caso – conclude la nota – e’ seguito costantemente dall’Istituto Superiore della Sanita’ e dall’assessorato regionale. (AGI) Uno studente di quattordici anni e’ morto in modo inspiegabile, in poche ore, in ospedale a Olbia per una infezione generalizzata. Lo ha comunicato la Asl in una nota con la quale assicura che al momento la situazione e’ sotto controllo e sono escluse ipotesi di diffusione di epidemia.

Ieri, il ragazzo che frequentava la classe terza di una scuola media della citta’ gallurese e’ arrivato al pronto soccorso del Giovanni Paolo II con febbre superiore ai 40 gradi e con macchie rosse o violacee (definite di tipo petecchiale) diffuse su tutto il corpo. Era in stato confusionale, e’ stato trasferito nel reparto di Rianimazione dove e’ morto a causa di uno schock settico poco prima delle 18. Questa mattina – si legge nella nota della Asl – e’ stata eseguita l’autopsia sul corpo del giovane: al momento l’esito autoptico esclude la morte del giovane per una meningite batterica, sono attesi nella tarda serata gli esiti dell’emocultura che stabiliranno la natura del germe che ha portato alla morte dello studente per shock settico causato da una sepsi generalizzata. Il caso e’ seguito costantemente dall’Istituto Superiore della Sanita’ e dall’assessorato regionale.

In seguito alla segnalazione del pronto soccorso il Servizio di Igiene e Sanita’ Pubblica della Asl di Olbia, sin dalla serata di ieri, ha attivato l’indagine epidemiologica e la sorveglianza sanitaria delle persone che sono state a stretto contatto col giovane olbiese: nonostante al momento sia esclusa l’ipotesi di diffusione epidemica del batterio, in via precauzionale il Servizio di Igiene Pubblica ha deciso di somministrare la profilassi antibiotica ai compagni di scuola, una ventina, agli insegnanti, ai parenti stretti e ai sanitari che hanno seguito il caso, in primis i volontari dell’ambulanza che ha portato il giovane al pronto soccorso. (AGI)

Red/Sol