STRAGE ERBA: L’INCUBO DI OLINDO E ROSA, ESSERE TRASFERITI
(AGI) – Como, 28 nov. – C’e’ un incubo ben peggiore di quello che Olindo Romano scrisse in uno dei suoi ‘pizzini’ e che le aveva raccontato la sua Rosetta. Le aveva detto, un giorno non troppo lontano dall’arresto, di aver visto apparirle in sogno Raffaella Castagna completamente sporca di sangue e che le danzava ridendo attorno al letto della cella dove era rinchiusa. Nulla, quell’incubo, per Rosa Bazzi. Assolutamente nulla per Olindo che pur mai ha raccontato di averne avuti di incubi. Il vero incubo di Olly e Rosetta e’ ben peggiore: l’essere trasferiti dal Bassone in altro carcere, lei da una parte, lui dall’altra. Allora, in quel caso, il ‘quadrupede’, come il pm Massimo Astori defini’ il loro simbiotico vivere, avra’ le gambe spezzate. Non potranno piu’ vedersi, farsi coccole. Rosetta dovra’ accontentarsi di sapere che il suo ‘Paperino’ la proteggera’ con il pensiero. Ai due ‘mostri di Erba’ non importa dell’ergastolo che hanno conquistato sul campo massacrando Raffaella Castagna, la mamma Paola Galli, il figlioletto Youssuf, la vicina di casa Valeria Cherubini e sgozzando, riducendolo in fin di vita il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, scampato per una malformazione al collo che gli devia la carotide. Olly e Rosetta se ne fregano della ‘pena fine mai’ inflitta loro l’altra sera dai giudici popolari e togati della Corte d’Assise al termine di una camera di consiglio durata poco meno di sette ore. Sanno che se finiranno in due diversi carceri sara’ spezzata definitivamente la loro unione fisica. Non sentimentale, quella non la dissolvera’ nessuno. Non potranno piu’ incontrarsi e vedersi neppure per quell’ora e mezza al giovedi’ pomeriggio come hanno potuto fare finora dal gennaio dello scorso anno. Potranno solo sentirsi una volta alla settimana via telefono, scriversi tutte le volte che vorranno. La decisione di un eventuale trasferimento tocca solo al Provveditorato delle carceri lombarde e vi e’ sentore che debba assumerla abbastanza in fretta, se non altro perche’ il ‘Bassone’ di Como-Albate e’ destinato a ospitare solo detenuti con pena non superiore ai cinque anni. (AGI)
Cli/Mi