DISLESSIA: COLPISCE 4% POPOLAZIONE, UN ALUNNO PER CLASSE
(AGI) – Roma, 31 ott. – Un bimbo per classe nella scuola dell’obbligo presenta forme piu’ o meno gravi di dislessia. Di questi solo l’1% diagnosticati (stime Aid-Associazione italiana dislessici), quindi tre bimbi su quattro non ancora riconosciuti dislessici rischiano di esser trattati, anche a scuola, come tutti gli altri alunni vedendosi ridurre la possibilita’ di raggiungere quegli obiettivi formativi invece raggiungibili con sostegni ed attenzioni particolari. “Questi ragazzi non riconosciuti per tempo dislessici rischiano molto anche sul piano psicopatologico – spiega Roberta Penge, presidente Aid in apertura di lavori dell’XI Congresso Nazionale ‘Essere DYS Dislessia e dintorni’ – la loro possibilita’ di sviluppare ansia, depressione e tossicodipendenze e’ almeno due volte maggiore rispetto agli altri. Il mancato riconoscimento precoce nella scuola primaria e di conseguenza una gestione inadeguata dal punto di vista psicologico e didattico, condiziona il loro futuro personale e lavorativo in maniera intollerabile, eppure in Italia i tempi di attesa per una diagnosi vanno dai sei ai 12 mesi – continua Roberta Penge – i tempi si allungano ancora di piu’ toccando i due anni per l’intervento riabilitativo”. Un disturbo, quello della dislessia che nel nostro Paese colpisce il 4% dei bambini dotati di intelligenza assoluamente normale, provocando difficolta’ nella capacita’ di leggere e scrivere in modo corretto. “Una patologia che ancora non gode di una tutela a livello nazionale – ha proseguito il presidente Aid – da sei anni la proposta di legge che prevede diritto alla diagnosi, necessita’ di screening e formazione adeguata degli insegnanti e’ ferma e noi, come Aid, chiediamo che venga sbloccata. Ci auguriamo che il Parlamento approvi in tempio brevi la proposta di legge; piu’ difficile sara’ invece prevedere un’attenzione particolare per questi soggetti nei concorsi pubblici”, ha concluso Roberta Penge. (AGI)
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