SCUOLA: IDV, PROCEDURA ANOMALA PER RICORSO FIGLIO BOSSI

(AGI) – Milano, 29 ott. – Non si placa la bufera sulla bocciatura agli esami di stato di Renzo Bossi, il figlio del leader della Lega Nord. “Chiamarsi Bossi di cognome sembra proprio possa fare la differenza”, denunciano alcuni parlamentari dell’Italia dei Valori. “Anche in un momento significativo come questo, in cui il fronte istituzionale e quello studentesco si sfidano a chi e’ piu’ virtuoso, si puo’ parossisticamente assistere ad una palese ‘privilegio scolastico’ tutto padano”, proseguono i parlamentari che sottolineano come “il figlio di Umberto Bossi, bocciato per la seconda volta all’esame di maturita’ dove si presentava da privatista, ricorre al Tar. E fin qui nulla quaestio. Ma prima che il Tribunale Amministrativo della Lombardia si pronunciasse, il ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di rincovocare d’ufficio gli insegnanti della Commissione esaminatrice per il riesame, in regime di autotutela, del giudizio gia’ espresso. La decisione definitiva e’ rimandata a meta’ novembre. Il commento sulla procedura, indubbiamente anomala, da parte del dirigente scolastico del collegio Bentivoglio di Tradate, Gaetano Caracciolo, non lascia dubbi: “E’ un caso che, almeno da noi, non si era mai verificato’”. Per questo alcuni onorevoli dell’Italia dei Valori: Piffari, Cimadoro, Rota, Monai, Cambursano, Borghesi e Paladini, annunciano di aver presentato in parlamento un’Interpellanza al ministro Gelmini, chiedendole le ragioni “per cui sia stata scavalcata la Magistratura, il cui pronunciamento andrebbe ascoltato per ragioni di merito e di rispetto di ruolo. Ma anche per ragioni di trasparenza e di imparzialita’ di tutta la pubblica Amministrazione”. (AGI)

Dan