ISTAT: SEPARAZIONI E DIVORZI, PIU’ AL NORD E SE MANCA LAVORO
(AGI) – Roma, 24 giu. – In Italia le coppie sono piu’ instabili al Nord e ci si separa di piu’ se si e’ disoccupati. La maggior parte dei divorzi e delle separazioni e’ consensuale (85,5 e 77,6 per cento dei casi), e a prendere la decisione di separarsi sono in maggior parte le donne, mentre sono in maggioranza i mariti a chiedere il divorzio. Questi sono i dati emersi da una ricerca dell’Istat, sull’evoluzione storico- temporale di separazioni e divorzi, dal 2000 al 2005. La ricerca si e’ conclusa nel 2005 – fa sapere l’Istat – per circoscrivere l’analisi al periodo precedente l’entrata in vigore della legge (n. 54 del 2006), che ha introdotto l’ affidamento condiviso dei figli minori nelle situazioni di conflitto coniugale. Dalla analisi dell’Istituto di Statistica, emerge poi che nei divorzi si ricorre di piu’ al giudice con l’aumentare della durata del matrimonio, mentre sono maggiori i procedimenti consensuali per le coppie che stanno insieme da poco. L’instabilita’ coniugale nei matrimoni brevi, ci dice poi l’Istat, coinvolge di piu’ le coppie giovani, piu’ istruite ed economicamente indipendenti. Le separazioni in cui uno dei due coniugi e’ alle seconde nozze, sono meno conflittuali rispetto a quelle in cui entrambi sono al primo matrimonio. C’e’ una conflittualita’ maggiore, invece, nelle coppie di nazionalita’ mista (17%), in crescita nel nostro Paese, rispetto alla separazione di coniugi entrambi italiani (14,2%). Scegliere un approccio consensuale alla fine del rapporto di coppia – osserva l’Istat – significa anche voler usufruire dei vantaggi offerti dai procedimenti di separazione consensuale e di divorzio su domanda congiunta. Sono pochi inoltre i coniugi italiani che affrontano l’esperienza della separazione e del divorzio senza ricorrere all’assistenza legale. Quando ci sono figli da affidare, la coppia e’ piu’ cauta nell’intraprendere i procedimenti giudiziali. Nei divorzi aumenta la conflittualita’ nei casi di affidamento esclusivo di figli minori, soprattutto quando l’affidatario e’ il padre (30,4%). Non tutti i coniugi che si separano arrivano pero’ al divorzio, ma se si decide di passare da separati a divorziati, si fa nei tempi minimi previsti dalla legge. Nel 47,5 % dei divorzi concessi nel 2005, l’intervallo di tempo tra separazione e domanda di divorzio e’ stato di tre anni. La tendenza a ricorrere alla separazione o la divorzio non e’ uniforme sul territorio nazionale: al Nord, nel 2005, si rilevano 6,2 separazioni e 4,0 divorzi ogni mille coppie, contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Mezzogiorno. Nel biennio 2004-2005 il tasso di separazione e’ piu’ alto tra le coppie con un diploma di scuola media superiore, nei casi in cui la moglie e’ piu’ istruita del marito e quando i due coniugi sono disoccupati. (AGI)
Red/Sic