ROM: SPIDLA, QUESTIONE EUROPEA, RICHIEDE SOLUZIONE UE
(AGI) – Bruxelles, 30 apr. – “La questione dei Rom ha una dimensione europea e come tale richiede una soluzione comunitaria”. Chi parla e’ Vladimir Spidla, il commissario europeo responsabile dell’occupazione, ricollegandosi ai diritti fondamentali sui quali si basa la comunita’ europea, e tra i quali c’e’ il principio della non discriminazione. Un principio che, applicato ai Rom, vuol dire un lavoro immane per integrarli nel settore dell’istruzione, dell’occupazione, dell’alloggio, dei servizi sociali. La loro presenza non risulta dalle tabelle di Eurostat. Alcuni dati emergono qua’ e la’, tra questi alcuni del ministero dell’istruzione secondo il quale, su una popolazione Rom stimata a 120.000 unita’ nel 2000, sono solo 9.000 i bambini iscritti nelle scuole, tra i quali il 75% vanno negli asili nido o frequentano la scuola primaria. Solo il 19% arriva alle scuole medie e di questi solo il 5% alle scuole superiori. Per non parlare dei tanti che per il solo fatto di essere ROM sono messi nelle scuole per bambini con esigenze speciali. I Rom sono la minoranza piu’ numerosa d’Europa, segnata da sofferenze, persecuzioni, discriminazioni che li hanno spinti ai margini della societa’. In alcuni paesi dell’Unione Europea il loro tasso di disoccupazione tocca punte del 90%, le loro aspettative di vita sono piu’ basse e piu’ alta e’ la mortalita’ infantile. Doppiamente svantaggiati e discriminati, i bambini Rom sono al tempo stesso vittime del pregiudizio e del loro stesso gruppo, che li inizia al crimine e li obbliga all’accattonaggio. A livello europeo, una decisione quadro del 2002 protegge i bambini contro ogni forma di sfruttamento, comprese le pratiche di quasi schiavitu’ messe in atto dal racket dell’accattonaggio. Ma e’ chiaro, come sottolinea il Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini, che “le leggi da sole non bastano per eliminare le conseguenze di un pregiudizio antico e di un’emarginazione che dura da troppo tempo.” Frattini aveva a suo tempo avvertito le autorita’ italiane anche sul fatto che i Rom sono cittadini come tutti gli altri e se una direttiva del 2004 vieta di espellere cittadini europei, prevede anche tutta una serie di condizioni ben precise. Proprio per far fronte a questa complessa situazione, l’Unione Europea, insieme agli stati membri, ad altre organizzazioni internazionali, alle ong e’ impegnata a favorire l’integrazione dei Rom, mobilizzando tutti gli strumenti dei quali dispone. Tra il 2000 ed il 2006, sono stati cosi’ finanziati progetti per 300 milioni di euro, che andranno avanti con lo stesso ritmo anche nel periodo di programmazione finanziaria 2007-13. Durante i preparativi per l’adesione della Romania all’UE, il solo programma PHARE ha destinato 100 milioni di euro a progetti destinati ai Rom, cosi’ come vengono aiutati gli organismi nazionali ad utilizzare fondi strutturali al fine di promuovere la loro inclusione. E’ inoltre obiettivo della Commissione Europea far si’ che della loro situazione si tenga conto in tutti i programmi ed in tutte le politiche comunitarie. (AGI)
Mpa