BANKITALIA: VISCO; ITALIA IN RITARDO; FORMARE CAPITALE UMANO
(AGI) – Roma, 16 feb. – Visco ha sottolineato come “la qualita’ dell’istruzione fornita dalle nostre scuole non e’ molto elevata”. Ancora una volta nel confronto internazionale si delinea l’immagine di una scuola che, nel confronto con quella di altri paesi, “non coltiva le eccellenze, non e’ in grado di alleviare lo stato di poverta’ di competenze dei ragazzi piu’ svantaggiati, non attenua i divari territoriali”.
Secondo le risultanze dell’ultima edizione di PISA, condotta nella primavera del 2006 e rese note per l’Italia lo scorso dicembre, “il 25 per cento dei nostri ragazzi ha competenze scientifiche giudicate insufficienti secondo gli standard OCSE, contro una quota del 19 per cento della media dell’area”. Nello stesso tempo, la quota di studenti con risultati eccellenti si colloca intorno al 5 per cento, contro un valore di circa il 10 per cento nella media dei paesi dell’OCSE.
Anche sul fronte dell’equita’ i risultati della scuola italian non sono soddisfacenti. “La dispersione dei risultati – ha spiegato Visco – e’ elevata, in linea con quella media dei paesi dell’OCSE nelle competenze matematiche e scientifiche ma ad essa superiore del 10 per cento nelle competenze in lettura e comprensione dei testi”. Inoltre risulta che la sucola italiana, sebbene carente e’ tra le piu’ costose dell’area OCSE. Per ogni studente l’Italia spende una cifra superiore a quella media di circa il 27 per cento nella scuola primaria, di quasi l’8 per cento in quella secondaria. Il rapporto tra studenti e insegnanti e’ il piu’ basso tra i paesi dell’OCSE, con 11 studenti per insegnante contro i 19 di Francia e Germania o i 15 degli Stati Uniti. Vanno evidentemente individuati interventi adeguati di politica scolastica in grado di dare ai nostri ragazzi, a parita’ di anni di frequenza nella scuola, la possibilita’ di acquisire un capitale umano almeno paragonabile a quello dei loro colleghi europei.
Anche sul fronte dell’istruzione universitaria le cose non vanno meglio: “le universita’ non sono solo centri di istruzione avanzata ma sono altresi’ il naturale luogo di avanzamento della conoscenza, sia come centri di produzione della ricerca sia in quanto luoghi di formazione dei nuovi ricercatori”. Inoltre il rendimento degli studi universitari “e’ tra i piu’ bassi di quelli registrati nei paesi dell’OCSE, intorno al 6 per cento per anno di studio, riflesso essenzialmente del basso differenziale salariale tra i laureati e i diplomati per ogni anno di istruzione”. (AGI)
Red