WINENEWS/VINITALY: CANTINE LOVEMARK, PASSIONE DEGLI ENONAUTI

(AGI) – Roma, 28 nov – Nel ‘firmamento’ delle cantine lovemark ci sono anche Castello Banfi, una delle piu’ grandi realta’ di Montalcino, Planeta, esponente della nouvelle vague siciliana, Mastroberardino, storico marchio della Campania, Arnaldo Caprai, leader del Sagrantino di Montefalco, Donnafugata, rampante cantina di Sicilia, Masciarelli, il marchio che ha fatto conoscere l’Abruzzo nel mondo, Tasca d’Almerita, storica e blasonata azienda siciliana e Feudi di San Gregorio, dinamico brand campano. Ma a dimostrazione che per ognuno di noi esiste una cantina del cuore, le risposte degli ‘enonauti’ sono state piuttosto variegate: tra gli enonauti c’e’ chi adora Biondi Santi (Tenuta Il Greppo), storico nome legato all’invenzione del Brunello di Montalcino, Ferrari, uno dei marchi top delle bollicine italiane, Tenuta San Guido (Sassicaia), capostipite di tutti i Supertuscan, Tenuta dell’Ornellaia, uno dei vini toscani piu’ amati nel mondo, Berlucchi, sinonimo di ‘bollicine’ di qualita’, Tenuta San Leonardo, prestigiosa griffe trentina, e le tre cantine storiche del Chianti Classico (Castello di Fonterutoli, Castello di Ama e Castello di Brolio). C’e’ anche chi lega il lovemark al vino destinato al consumo quotidiano, preferendo quei marchi in grado di offrire volumi importanti di bottiglie, molto spesso anche caratterizzate da un ottimo rapporto qualita’/prezzo: gli enonauti citano Zonin, una delle piu’ grandi realta’ italiane, Gancia, nome storico del Piemonte legato soprattutto agli spumanti, Mezzacorona (con le ‘bollicine’ Rotari), imponente azienda trentina, Martini, che da sempre vuol dire Asti Spumante, Cavit, colosso trentino della cooperazione, Cecchi, tradizionale cantina toscana; nel rapporto qualita’-prezzo, in particolare, tante le segnalazioni, anche in tandem, per due belle realta’ cooperative: la trentina Cantina La Vis e la siciliana Cantina Settesoli. Gli enonauti non si fermano qui: confermando la tesi di Kevin Roberts secondo cui i lovemarks possono essere anche piccole aziende, ma tutte con qualcosa di unico, tra i marchi del cuore sono state indicate anche cantine poco conosciute, caratterizzate pero’ da un forte legame con il territorio e da una attenta conduzione familiare. Molti enonauti sono infatti stanchi dei soliti brand, osannati dalle guide e dalla critica, ed esortano ad andare sul territorio per conoscere i veri artigiani, che fanno vini non per le guide, ma con grande rispetto del territorio e dei vitigni. Chi sono gli enonauti del sondaggio di Winenews? Sono cultori di Bacco, gia’ educati al buon bere, ben informati sul mondo del vino. Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (75), il 54 % di loro ha un’eta’ compresa fra i 30 e i 45 anni; hanno un elevato titolo di studio (l’85a conseguito il diploma di scuola media superiore o laurea), godono di un buono/ottimo livello socio-economico. L’enonauta e’ sempre piu’ interessato alla qualita’ del vino, ad acquistare le etichette in enoteca (dove c’e’ scelta, professionalita’ e cortesia), a frequentare i wine-bar ed a visitare i territori del vino.(AGI)
Red/Ale