SUD: BERSANI, INVESTIRE SU ISTRUZIONE; IN ARRIVO 4 MILIARDI

(AGI) – Roma, 26 nov. – “Il contributo della scuola e’ sempre decisivo, nel Sud e’ strategico. Per questo il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 assegna all’istruzione nel Mezzogiorno un ruolo centrale e un volume di risorse cospicuo: circa 3,6 miliardi di euro per il programma nazionale sull’istruzione e altri 600 milioni di euro ai programmi regionali. Si tratta del 5% delle risorse aggiuntive complessive in favore dell’area e corrisponde a circa quattro volte le risorse stanziate nel ciclo 2000-2006.
E’ quanto ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, intervenendo da Lamezia Terme. “Ci sono poi ulteriori 750 milioni di euro a disposizione delle regioni del Mezzogiorno e del Ministero della Pubblica istruzione da assegnare solo alle regioni che raggiungono i cosiddetti “obiettivi di servizio” della programmazione e cioe’: la riduzione della percentuale di giovani che abbandonano prematuramente gli studi dall’attuale 26% al 10%; la riduzione della percentuale di studenti con scarse competenze in lettura dall’attuale 35% al 20%; infine, la riduzione della percentuale di studenti di 15 anni con scarse competenze in matematica dall’attuale 48% al 21%”, ha aggiunto il ministro.
Obiettivi ambiziosi rispetto alla situazione attuale: basti pensare che stando ai dati dell’Ocse-Pisa al Sud 1 studente su 5 ha carenze di base in matematica, contro 1 su 11 al Centro e solo 1 su 20 al Nord; e che lo stesso divario esiste per la lettura. Secondo il ministro, “la strada per il cambiamento non puo’ che essere questa: investire su capitale umano, conoscenza e crescita delle competenze, perche’ questi sono i fattori essenziali per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e attrarre investimenti. Senza, non e’ possibile avere uno sviluppo economico saldo e duraturo”.
Il contributo della scuola per trasmettere tali saperi, fornire strumenti e diffondere competenze e’ essenziale. “La sfida – ha concluso Bersani – e’ particolarmente grande per l’Italia, dove lo sviluppo della competitivita’ e’ basso e la mobilita’ sociale assolutamente insufficiente. E malgrado i progressi nei livelli d’istruzione, permane un’elevata dispersione scolastica e vi sono divari di competenze e conoscenze con il resto del Paese e dell’Europa. Dobbiamo quindi innalzare il livello medio degli apprendimenti, assicurando il raggiungimento di un buon livello di conoscenze e competenze per tutti e promuovendo al contempo le eccellenze, con effetti positivi sull’integrazione sociale e culturale dei gruppi svantaggiati, sulla formazione alla legalita’, alla cittadinanza e alla democrazia”. (AGI)
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