CARO-LIBRI: SIL-CONFESERCENTI, RIVEDERE SISTEMA DISTRIBUZIONE

(AGI) – Roma, 31 ago. – Rivedere completamente il sistema distributivo nel mercato dei libri, troppo affollato da soggetti intermedi che determinano un innalzamento dei prezzi. E’ la proposta del SIL (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrari della Confesercenti) per risolvere il problema, che si ripropone puntualmente a ogni inizio di anno scolastico, del caro-libri. L’associazione prende atto con soddisfazione del fatto che quest’anno il ministero della Pubblica Istruzione abbia riconosciuto l’esistenza del problema.
“Il nostro sindacato – spiega il presidente Alessandro Seghezzi – si batte da anni affinche’ il problema venga finalmente affrontato con una riflessione seria e a 360 gradi. Auspichiamo infatti da tempo che, partendo dall’inadeguatezza della fissazione dei tetti di spesa (misura opportuna ma non sufficiente), questa riflessione ricomprenda anche tutti gli aspetti dell’attuale organizzazione del mercato librario del settore scolastico, dall’adozione fino alla vendita”.
“E’ limitante – continua Seghezzi – affrontare il tema fermandosi alla verifica degli incrementi dei prezzi anno su anno o all’esistenza di ‘cartelli’ tra gli editori. Le vere ragioni dell’attuale situazione – sottolinea – sono a nostro avviso da ricercarsi nell’assoluta inadeguatezza dell’attuale sistema distributivo con troppi soggetti che, a livelli intermedi, intervengono nella commercializzazione dei libri di testo finendo, oltre che generare moltiplicazioni di costi, anche per travalicare in modo lecito e/o illecito le competenze di altri soggetti della filiera”.
Per il sindacato dei librai “le soluzioni proposte o suggerite dal Ministero della Pubblica Istruzione (vendita attraverso PosteItaliane e noleggio) non riescono a calmierare il mercato perche’ non incidono sull’essenza del problema, lo stesso dicasi per ogni altro tentativo di commercializzazione del testo scolastico. La vendita dei libri attraverso canali diversi da quello librario, l’abusivismo commerciale, l’abuso di posizione dominante da parte di soggetti della filiera sono tutti ostacoli ad un reale contenimento della spesa”.
“Dal nostro punto di vista di librai – afferma il presidente del Sil – tale riflessione diventa ancor piu’ urgente in quanto, rappresentando l’ultimo anello della filiera distributiva (quello piu’ vicino al consumatore finale), la figura del libraio viene sempre piu’ spesso indicata come responsabile dell’alto prezzo dei libri di testo. Dimenticando – conclude Seghezzi – che non solo i librai non hanno alcuna voce in capitolo nella fissazione del prezzo di vendita del bene ma, ad esempio, nemmeno godono della liberta’ di servirsi dal fornitore economicamente piu’ vantaggioso. E cio’ a discapito del consumatore finale”. (AGI)
Red