PROF ASSOLTA: “SONO SOLLEVATA, HO AGITO NEL BENE DEI RAGAZZI”

(AGI) – Palermo, 27 giu. – “Sono sollevata. E’ finito un incubo. Ho solo agito nell’interesse dei ragazzi. Non solo della vittima dell’atto di bullismo, ma anche dell’alunno punito perche’ capisse la gravita’ di quanto fatto e maturasse, e degli altri compagni perche’ comprendessero il senso della solidarieta’ che li deve legare. E il giudice lo ha capito. Vorrei che anche i genitori capissero che la scuola e i docenti lavorano al loro fianco e che devono darci fiducia”. Lo afferma l’insegnante della scuola media di Palermo, assolta oggi dall’accusa di abuso dei mezzi di correzione per avere fatto scrivere cento volte a un alunno “sono deficiente”. La professoressa aveva punito il dodicenne perche’ aveva dato del “gay” e della “femminuccia” a un coetaneo e gli aveva impedito di entrare nel bagno dei maschi. Il pubblico ministero, Ambrogio Cartosio, aveva chiesto in una precedente udienza la condanna a 2 mesi. “Ho usato il termine deficiente – aggiunge la prof – perche’ pensavo fosse comprensibile per i ragazzi; dobbiamo parlare con loro un linguaggio che possano capire e il piu’ possibile semplice. Non ho voluto fare la nota sul registro perche’ convinta che debbano essere centellinate. Il ragazzo ne aveva accumulato una serie ed ero contraria ad aggravare la sua situazione”. La sanzione nei confronti dell’alunno, ha proseguito, “e’ stata adottata d’impeto, dopo che il ragazzino non aveva fatto entrare nei bagni un compagno che torno’ in classe piangendo e disperato. Un altro protagonista dell’episodio si scuso’, mentre lui rimase impassibile”. Insomma, ha detto ancora la prof, assistita dal legale Sergio Visconti, “ho voluto dare un messaggio forte, facendo capire che era una cosa che poteva accadere a tutti. E che un gesto del genere manifestava mancanza di solidarieta’, consenso e affetto nei confronti del compagno”. (AGI)
Mrg