SCUOLA: A NAPOLI CONTRO TAGLI PRESIDIO E MANIFESTAZIONE SINDACATI

(AGI) – Napoli, 3 set. – C’e’ una banda che suona, ma la musica non cambia per i precari della scuola campana, che si sono riuniti davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale di Napoli per protestare contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Sono 3.886 i docenti che perderanno la loro cattedra quest’anno: 1.276 nella scuola primaria, 849 in quella secondaria di primo livello e 1.716 nelle ex superiori. Il fatto che tra questi ci siano 800-900 prepensionamenti non placa la rabbia degli insegnati, che sottolineano l’importanza della cultura per garantire un futuro al Paese. “Nella relazione di fine anno – dice il segretario organizzativo della Uil-Scuola di Napoli, Salvatore Cosentino – il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha spiegato come puntare sulla scuola sia piu’ redditizio di un investimento in titoli obbligazionari dello Stato. La Germania e’ in crisi come noi, eppure ha fatto questa scelta”. I manifestanti ribadiscono l’importanza della scuola in una regione “difficile” come la Campania e invitano il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, a cercare gli sprechi nelle istituzioni e negli enti locali. “Ci ripetono – dice il segretario generale della Uil-Scuola Campania, Luigi Panacea – che il 97% della spesa del Governo in questo comparto viene utilizzato per pagare gli stipendi. E’ una cifra che si sta riducendo gia’ da tre anni eliminando i veri sperperi. Non si puo’ pensare di risolvere il problema rinunciando agli insegnanti”. In questo modo, spiega Panacea, “saltano intere classi, le restanti sono sovraffollate e non c’e’ personale per garantire il tempo pieno o quello prolungato”. I precari lanciano un appello al ministro, invitandolo ad ascoltare almeno i dirigenti scolastici che, dicono, “toccano con mano la realta’ dei fatti e per questo motivo sono stati i primi a schierarsi dalla parte dei lavoratori, chiedendo un intervento immediato dei sindacati”. Panacea chiede alla Gelmini di spiegare ai cittadini campani il motivo per cui “i tagli alla scuola in questa regione hanno raggiunto il 17%, contro il 10% della media nazionale” e se pensa di far funzionare la scuola pubblica “tagliando qualche migliaia di stipendi da 1.200 euro al mese”. Alla protesta degli insegnanti si e’ unito il personale tecnico e amministrativo (Ata), che in Campania subira’ una riduzione di oltre mille unita’. Alla manifestazione napoletana contro i tagli di settore hanno partecipato circa 300 precari, alcuni dei quali questa notte avevano dormito in tenda davanti alla se de dell’Ufficio scolastico regionale in via Ponte della Maddalena; il presidio, annunciano, non sara’ abbandonato fino allo sblocco della situazione. La protesta ha anche visto un momento di paralisi del traffico, con intervento delel forze dell’ordine; una precaria e’ salita sul tetto e ha fissato una bandiera del coordinamento. (AGI) Cli/Na/Lil