TERREMOTO: SEI PER ORA LE INCHISTE DEFINITE, TRENTA INDAGATI

(AGI) – L’Aquila, 31 mar. – Per il crollo dello stabile di via Gabriele D’Annunzio sono stati inviati avvisi di garanzia a tre persone mentre per il filone d’inchiesta del civico 79, altri sette avvisi di garanzia. Per tutti i reati a vario titolo vanno dal disastro colposo, all’omicidio colposo e alle lesioni colpose. Si tratta di progettisti e realizzatori degli immobili ma anche di coloro che negli anni hanno svolto negli edifici lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Solo in un caso, (nel crollo del Convitto nazionale) sono stati raggiunti da richiesta di rinvio a giudizio un amministratore della Provincia dell’Aquila e il rettore del Convitto: il primo in qualita’ di dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila – ente proprietario dell’immobile – il secondo per “non aver valutato la totale inadeguatezza dell’edificio dal punto di vista statico e sismico. Al dirigete scolastico vine anche contestato di non aver adempiuto ad un piano di evacuazione e di non aver redatto un idonmeo piano per la sicurezza”. Al solo scopo di eventuale costituzione di parti civili e dunque di azioni risarcitorie per i danni subiti, la Procura ha provveduto a notificare 11 avvisi di garanzia agli eredi delle persone decedute che a vario titolo con il loro comportamento omissivo avrebbero causato il crollo degli edifici finiti nella maxi inchiesta. In particolare quattro per il crollo della Casa dello Studente, altri quattro per quello del civico 79 di via XX Settembre ed infine tre per lo sbriciolamento dell’immobile in via Gabriele D’Annunzio. La Procura dell’Aquila si e’ avvalsa della collaborazione di una trentina di periti, di diverse squadre dei vigili del fuoco, degli agenti della Squadra mobile e dei carabinieri, compresi quelli distaccati nelle sezioni di polizia giudiziaria della stessa Procura. Le contestazioni maggiormente avanzate dagli esperti e successivamente dalla Procura a diversi indagati sono quelle di non aver tenuto conto di norme precise sulle leggi antisismiche, di aver utilizzato materiale di scarsa qualita’, della discrasia tra la fase progettuale e quella realizzativa degli edifici ed errori di calcolo nella stessa fase progettuale. Prossimi alla definizione i filoni d’inchiesta su via Campo di Fossa e via don Luigi Sturzo in cui sono morte una quarantina di persone. Cli/Ett (Segue)