SCIOPERO: ALTA ADESIONE IN UMBRIA, MIGLIAIA IN PIAZZA A PG E TR

(AGI) – Perugia, 12 mar. – Piazze gremite stamani, a Perugia e Terni, per lo sciopero generale della Cgil che, nel capoluogo umbro, secondo i primi dati parziali, ha visto nelle principali aziende del settore metalmeccanico un’adesione media superiore al 50%. Punte del 100% (tra gli operai) alla Renzacci di Citta’ di Castello, alla Solfer di Pierantonio e alla Ama-Sara di Marsciano; del 90% alla Omas di San Giustino; del 60% alla Nardi di Citta’ di Castello; di oltre 50% alla Faber di Fossato di Vico. Buona adesione anche alla Emu di Marsciano, alla Trafomec di Tavernelle e alla Cotes di Perugia. Per quanto riguarda gli altri settori, si registra un’adesione sopra il 50% alla Perugina e intorno al 70% alla Saci (settore chimico) di Perugia. Buone adesioni anche nel settore elettrico e nel gas-acqua. In provincia di Terni forte la risposta dei lavoratori nel settore metalmeccanico. Impianti fermi alle Acciaierie in viale Brin con un adesione media del 70%. Tra il 65 e il 70% anche la partecipazione allo sciopero nell’indotto Ast, mentre alla Garofoli si e’ registrata una punta del 95%. Negli altri settori si segnala una buona adesione alla San Gemini (oltre il 60%). A Perugia, in piazza Italia, circa un migliaio di lavoratrici, lavoratori e studenti hanno preso parte al presidio effettuato davanti alla prefettura durante il quale diversi lavoratori, dai precari della scuola ai dipendenti della Upim di Madonna Alta, hanno portato la loro testimonianza. In prima fila con il loro striscione gli operai della Merloni che proseguono nella lotta a difesa del sito produttivo e dell’occupazione. ‘Con lo sciopero di oggi abbiamo messo di nuovo in luce le diverse facce della crisi – ha detto il segretario generale Mario Bravi concludendo il presidio – la nostra e’ infatti una delle province piu’ colpite con 13 mila lavoratori coinvolti nei percorsi degli ammortizzatori sociali e 10 mila domande di disoccupazione nel 2009 rispetto alle 3.000 del 2008. Di fronte a questo quadro non si puo’ restare a guardare: chiediamo al Governo una diversa politica economica per fronteggiare questa crisi devastante’. Bravi, ha poi colto l’occasione per invitare nuovamente Cisl e Uil a ‘dar vita ad una mobilitazione unitaria, anche a carattere territoriale’ e lo ha fatto citando l’esempio della Francia dove ‘i sindacati hanno dato vita a 4 scioperi generali unitari’. Anche a Terni, piazza Tacito e’ stata riempita da circa mille lavoratrici, lavoratori e pensionati che hanno preso parte al presidio organizzato dalla Camera del Lavoro provinciale in occasione dello sciopero generale. Parola d’ordine: fermare i licenziamenti, con particolare attenzione alla vertenza del Polo chimico ternano, che vede il sito della Basell a rischio chiusura con oltre 1.000 posti di lavoro in bilico. Non a caso gli operai della Basell erano in prima fila con il loro striscione, insieme a quelli della ThyssenKrupp, della Asm, della Slg Carbon e di molte altre aziende del territorio. Presenti anche molti lavoratori della scuola a nome dei quali Tommaso Dionisi, segretario provinciale della Flc Cgil, ha preso la parola per denunciare ‘il caos portato dalla riforma della scuola secondaria superiore, che si sta ripercuotendo non solo sui lavoratori, che quest’anno subiranno nuovi tagli, ma anche sulle famiglie che appaiono ogni giorno piu’ disorientate e in difficolta”.(AGI) Cli/Pg