SCIOPERO CGIL: A TORINO 27 PRESIDI E DUE CORTEI
(AGI) – Torino, 12 mar. – “In tutti i presidi c’e’ stata un’ampia partecipazione dei lavoratori di tutte le categorie con l’adesione anche dei sindaci alle manifestazioni. Ancora una volta c’e’ stata un’ottima riuscita dello sciopero, che creera’ dei buoni presupposti per continuare la nostra vertenza sia a livello nazionale che locale”. Cosi’ la segretaria generale della Cgil torinese Donata Canta commenta l’andamento a Torino delle sciopero generale di quattro ore indetto dal sindacato nazionale. Secondo il sindacato, nei servizi pubblici l’adesione e’ stata mediamente del 50-60% ed a Torino sono rimasti chiusi tutti gli asili nido: del 35%-45% l’adesione nella scuola media. Per quanto riguarda i bancari l’adesione e’ stata del 50% e tra gli assicurativi del 40%. Oltre 200 immigrati e italiani erano presenti ad un presidio davanti all’Ufficio Immigrazione, dove era stato organizzato lo “sportello in piazza”, un camper con gli operatori del patronato Inca-Cgil per fornire informazioni ed assistenza agli immigrati. I dipendenti del Museo Egizio di Torino hanno deciso di scioperare “lavorando” per non creare disagio ai turisti stranieri, visto l’alto numero di prenotazioni (oltre 400), devolvendo la loro giornata di lavoro a una onlus. Per quanto riguarda il resto della regione, a Cuneo l’adesione media e’ stata del 70% con percentuali del 100% alla San Bernardo e del 90% alla Valeo; ad Alessandria l’adesione media e’ stata del 70%; nel Verbano-Cusio-Ossola del 50% nella scuola e di oltre l’80% nelle aziende metalmeccaniche; ad Asti, sempre secondo il sindacato, l’adesione e’ stata del 100% alla Marcegaglia, del 90% alla Sacla’, mentre a Vercelli e Novara del 60-70%. “Oggi e’ una grande giornata – commenta il segretario della Cgil Piemonte Vincenzo Scudiere – uno sciopero al quale in tanti avevano tentato di mettere la sordina, ha registrato un’adesione al di sopra delle aspettative. Farebbe bene il Governo a ripensare alle proprie posizioni per dare riconoscimento ai diritti, alle tutele e al salario dei lavoratori con politiche, che affrontino seriamente la crisi e siano efficaci per la lotta all’evasione fiscale, per aumentare salari e pensioni e per dare un futuro al Paese che – conclude – non si rassegna alle ingiustizie, ai licenziamenti e alla riduzione dei diritti”. (AGI) Chc