GERMANIA: GEORG RATZINGER, DIEDI QUALCHE SCHIAFFO E ME NE PENTO
(AGI) – Berlino, 9 mar. – Georg Ratzinger mollo’ qualche “schiaffo” ai ragazzi del coro di Ratisbona da lui diretto e adesso chiede scusa pubblicamente. In un’intervista al quotidiano bavarese “Passauer Neue Presse”, il fratello del Papa ha rivelato di avere “assestato piu’ volte schiaffi” ai passerotti” del Duomo “all’inizio” del suo incarico, pentendosene sempre. L’ex direttore dal 1964 al 1994 dei ‘Regensburger Domspatzen’ ha precisato che si tratto’ della reazione “a manchevolezze o a un consapevole rifiuto di prestazioni” artistiche.
Georg Ratzinger ha spiegato di essersi sentito sollevato quando nel 1980 le punizioni corporali furono proibite dal legislatore tedesco e ha precisato di essersi in seguito sempre attenuto a questo divieto. “Ne fui intimamente sollevato”, ha riferito precisando di non essere stato a conoscenza “della dimensione di questi metodi brutali”. “Oggi li si condanna ancor piu’, in quanto si e’ diventati piu’ sensibili, lo faccio anch’io e chiedo scusa alle vittime”, ha aggiunto.
Il fratello del Papa ha anche ribadito di non essere mai stato a conoscenza degli abusi sessuali commessi nei riguardi di alcuni suoi coristi e di essere rimasto sorpreso che siano emersi ora, poiche’ “questi fatti avvenuti nei tardi Anni ‘50 e ‘60 appartengono ad un lontano passato”. “Mi hanno fatto pena le vittime (degli abusi, ndr), la cui integrita’ fisica e spirituale e’ stata ferita”, ha spiegato l’ex direttore del coro ripetendo che degli abusi “non se ne e’ mai parlato”.
L’ex direttore del coro di Ratisbona ha ammesso di essere stato a conoscenza che Johann M., direttore della scuola primaria di Ettarzhausen, da cui venivano reclutati i giovani cantori del suo coro, distribuiva “violenti ceffoni” e rivela di esserne stato informato dai suoi allievi. Il fratello di Benedetto XVI ha spiegato che durante le tournee’ i coristi gli avevano rivelato cio’ che succedeva nel convitto di Etterzhausen: “Ma i loro racconti non sono stati da me percepiti in modo tale da ritenere di dover fare qualcosa”. Georg Ratzinger precisa che anche se fosse intervenuto, non avrebbe potuto modificare granche’ la prassi in atto, poiche’ la scuola di Ettarzhausen era “un’istituzione indipendente”. (AGI) Cle/Uba