(AGI) – L’Aquila, 3 set. – “Non credo che la via delle polemica sia la migliore per risolvere i problemi della ricostruzione”. Lo afferma il Commissario Chiodi in risposta al comunicato stampa dell’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane. “Tantomeno – aggiunge – credo che chiamare alla mobilitazione i cittadini dell’Aquila possa contribuire alla causa, mentre credo sia molto piu’ utile, come ormai tutti ritengono, che anche l’assessore Pezzopane si faccia parte diligente per accelerare al massimo le procedure burocratiche di riparazione degli edifici privati al fine di consentire ai cittadini aquilani di rientrare in citta’ e, conseguentemente, risparmiare sui contributi per l’autonoma sistemazione . Invito inoltre l’assessore Pezzopane a chiedere al suo Sindaco, Vicecommissario vicario alla ricostruzione, come stanno le cose in merito ai fondi. Ribadisco – sottolinea Chiodi – che il ‘miliardo’ a disposizione riguarda per 714 milioni la ricostruzione e la riparazione degli edifici A, B, C ed E, per 117 milioni le opere pubbliche e per 130 milioni l’emergenza. I contribuiti di cui si parla sono pagati dai comuni con i fondi dell’emergenza, quindi con i 130 milioni, per i quali sono stati accreditati dal Governo, intorno a ferragosto, i primi 43 milioni. Con questi ultimi ho provveduto al pagamento immediato degli alberghi (26 milioni) e ho appena disposto il trasferimento, per la parte restante, di ulteriori anticipazioni a favore dei comuni. In merito a questa ultima ripartizione – dice Chiodi – il Comune dell’Aquila avra’ la fetta maggiore per un importo di circa 10 milioni , considerato l’enorme sforzo di natura finanziaria che sta sopportando. Ho inoltre richiesto al Governo di accreditare con la massima sollecitudine la parte residua dei 130 milioni. Da tempo ho dato disposizioni che tutto cio’ che mi viene trasferito sui conti intestati al Commissario Delegato venga immediatamente girato ai Comuni, al Provveditorato e agli altri soggetti che ne hanno titolo”. (AGI) Com/Ett
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in provveditorato | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Bologna, 3 set. – Piu’ in generale i sindacati criticano l’ufficio regionale per la posizione presa nella vicenda che potrebbe, a loro dire, diventare lo specchio di una situazione generale di “intimidazione” verso il diritto alla liberta’ di insegnamento. “Il collegio docente – ha detto il segretario regionale di Flc Raffaella Morsia – non sara’ mai un mero esecutore di ordini che vengono dal ministro della Pubblica istruzione. Il caso Mele rappresenta un caso simbolico, in una regione come l’Emilia Romagna dove non siamo abituati a farci intimidire da nessuno”. Nella prima circolare del 27 aprile scorso (definita “bavaglio” dalla Flc-Cgil) l’ufficio regionale invitava il personale scolastico ad astenersi da dichiarazioni che possono ledere l’immagine dell’amministrazione pubblica e di rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa. Nella seconda circolare datata 24 agosto (seguita ad un esposto firmato da otto insegnanti del Meucci) si scrive che, a seguito dalla verifica ispettiva per accertare quando accaduto durante il collegio docenti, e’ emersa “la legittimita’” del comportamento del preside. Sempre in questa circolare – denuncia il sindacato della Cgil – si avverte che se si dovessero ripetere azioni di protesta come quelle avvenute in passato al “Meucci” verranno attivati procedimenti disciplinari. (AGI) Cli/Ari
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Roma, 3 sett. – Ma gli eno-appassionati con cosa accompagnano i loro aperitivi? Su questo fronte c’e’ da rilevare un’agguerrita nicchia di “puristi” (18%) che non mangiano niente, e si godono il loro aperitivo rigorosamente da solo. La maggioranza (52%) cede invece alla tentazione di noccioline, olive e patatine, ovvero i classici stuzzichini. Ma sono molti (30%) quelli che, di fronte all’offerta luculliana dei buffet all’ora dell’happy hour, non esitano a riempirsi il piatto con pasta, carne, salumi e formaggi, facendo una vera cena mentre sorseggiano il proprio bicchiere. Inutile dire che, per i puristi, questo e’ un comportamento da rifuggire con orrore, una sorta di sacrilegio al rito dell’aperitivo.
Bottiglia da condividere o vino al bicchiere? Premesso che molto dipende dal numero di amici con cui si sta facendo l’aperitivo, se sono almeno in 4 o 5 gli enonauti preferiscono (71%) condividere una bottiglia, cosi’ da avere una scelta piu’ ampia di etichette. Invece il 29% ordina solo ed esclusivamente vino al bicchiere. E dopo l’aperitivo cosa succede a cena? L’87% di chi ha risposto afferma di bere ancora vino, ovviamente senza esagerare e se non deve mettersi al volante. Invece, il 13% si ferma con l’alcol, preferendo mettere in tavola solo acqua.
Questo, infine, l’identikit degli enonauti, che hanno risposto al sondaggio di WineNews: si tratta di amanti del vino che vantano una grande dimestichezza con le nuove tecnologie ed una quotidiana frequentazione del web. Sono in maggioranza maschi (79%), il 52% di loro ha un’eta’ compresa fra i 30 e i 45 anni, hanno un elevato titolo di studio (l’85% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o la laurea) e godono mediamente di un buon livello socio-economico.(AGI)
Bru
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in provveditorato agli studi | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Roma, 3 sett. – Ma gli eno-appassionati con cosa accompagnano i loro aperitivi? Su questo fronte c’e’ da rilevare un’agguerrita nicchia di “puristi” (18%) che non mangiano niente, e si godono il loro aperitivo rigorosamente da solo. La maggioranza (52%) cede invece alla tentazione di noccioline, olive e patatine, ovvero i classici stuzzichini. Ma sono molti (30%) quelli che, di fronte all’offerta luculliana dei buffet all’ora dell’happy hour, non esitano a riempirsi il piatto con pasta, carne, salumi e formaggi, facendo una vera cena mentre sorseggiano il proprio bicchiere. Inutile dire che, per i puristi, questo e’ un comportamento da rifuggire con orrore, una sorta di sacrilegio al rito dell’aperitivo.
Bottiglia da condividere o vino al bicchiere? Premesso che molto dipende dal numero di amici con cui si sta facendo l’aperitivo, se sono almeno in 4 o 5 gli enonauti preferiscono (71%) condividere una bottiglia, cosi’ da avere una scelta piu’ ampia di etichette. Invece il 29% ordina solo ed esclusivamente vino al bicchiere. E dopo l’aperitivo cosa succede a cena? L’87% di chi ha risposto afferma di bere ancora vino, ovviamente senza esagerare e se non deve mettersi al volante. Invece, il 13% si ferma con l’alcol, preferendo mettere in tavola solo acqua.
Questo, infine, l’identikit degli enonauti, che hanno risposto al sondaggio di WineNews: si tratta di amanti del vino che vantano una grande dimestichezza con le nuove tecnologie ed una quotidiana frequentazione del web. Sono in maggioranza maschi (79%), il 52% di loro ha un’eta’ compresa fra i 30 e i 45 anni, hanno un elevato titolo di studio (l’85% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o la laurea) e godono mediamente di un buon livello socio-economico.(AGI)
Bru
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in provveditorato agli studi | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Roma, 3 set. – “Nessuno speculi sulla pelle dei ragazzi, come dice giustamente l’Avvenire a proposito degli insegnanti precari, ma la Gelmini ha anche qualche ragione concreta che non puo’ essere elusa parlando d’altro”. Lo ha dichiarato in una nota Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi.
“Perche’ la ministra non chiede a Tremonti di detrarre dall’8 per mille che versa alla Chiesa cattolica, il miliardo che spende tutti gli anni la Pubblica istruzione per pagare gli stipendi agli insegnanti di religione?”, ha chiesto.
In fondo, ha concluso l’esponente socialista, “li hanno assunti i vescovi, non la Gelmini, e con quei soldi si potrebbe sanare, almeno in parte, la questione dei precari che e’, ricordiamolo, un nodo cruciale per mantenere a un livello decente la qualita’ della scuola pubblica”. (AGI) Com/Sab
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Roma, 3 set. – Hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame ma non la loro protesta contro i tagli alla scuola e ai precari che vi lavorano, imposti dalla riforma firmata dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Giacomo Russo e Caterina Altamore, i due insegnanti precari palermitani che da una settimana stazionano davanti a Montecitorio, lo hanno annunciato oggi pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa. “Se riprendiamo ad alimentarci e’ solo perche’ abbiamo bisogno di forze per proseguire la nostra protesta – ha spiegato Caterina -. Noi non facciamo politica come ci hanno accusato di fare, siamo solo persone che lottano per vedersi riconosciuti i proprio diritti e chiedono alla politica di fare il proprio dovere, riconoscere questi diritti e dare risposte ai cittadini”. “L’interruzione del nostro sciopero della fame non e’ una resa – ha ribadito Russo – ma solo un modo per rilanciare una protesta piu’ ampia, che speriamo coinvolga tutto il mondo della scuola italiana. Vogliamo lavorare per realizzare una grande assemblea pubblica e, soprattutto, per portare al piu’ presto in piazza tutti coloro che vivono nella scuola e per la scuola: alunni, genitori, insegnanti, sia precari che di ruolo. Ci hanno accusato di essere politicizzati – ha rilanciato il giovane insegnante -. E cosa c’e’ di male ad avere delle idee e a volersi informare? E’ quello che succede in un paese democratico”. Tornando poi alle ragioni della protesta, Russo ha tenuto a sottolineare: “Sulla scuola non bisogna cedere neanche di un millimetro perche’ e’ l’ultimo baluardo della nostra democrazia, il luogo dove i nostri ragazzi si formano e possono farlo correttamente solo se vengono seguiti e ascoltati”. Alle accuse di voler fare carriera sulla testa dei bambini, Caterina Altamore ha risposto: “Noi la nostra carriera ce la stiamo sudando e se lottiamo e’ perche’ crediamo nella scuola pubblica, nel diritto allo studio e nelle pari opportunita’ di formazione per tutti. Tagliare sul numero degli insegnanti non significa solo togliere il lavoro ai docenti ma anche negare ai ragazzi, ai nostri figli, la possibilita’ di frequentare una scuola di qualita’”. Ricordando la sua esperienza di insegnante, infine, Altamore ha detto aver preferito andare lontano dalla sua terra, la Sicilia, e dai suoi tre bambini, andando a insegnare a Brescia, piuttosto che accettare il sussidio di disoccupazione e i 12 punti in graduatoria previsti dal decreto salva precari. “Questo decreto e’ una vergogna che non salva i precari ma anzi li rovina. Cosa me ne faccio dei punti se so che non mi serviranno per essere chiamata a insegnare? Forse quando ne avro’ messi insieme 500 – ha concluso – il ministro mi regalera’ un servizio di piatti?”. (AGI) Cli/Rm/Eli
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Napoli, 3 set. – C’e’ una banda che suona, ma la musica non cambia per i precari della scuola campana, che si sono riuniti davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale di Napoli per protestare contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Sono 3.886 i docenti che perderanno la loro cattedra quest’anno: 1.276 nella scuola primaria, 849 in quella secondaria di primo livello e 1.716 nelle ex superiori. Il fatto che tra questi ci siano 800-900 prepensionamenti non placa la rabbia degli insegnati, che sottolineano l’importanza della cultura per garantire un futuro al Paese. “Nella relazione di fine anno – dice il segretario organizzativo della Uil-Scuola di Napoli, Salvatore Cosentino – il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha spiegato come puntare sulla scuola sia piu’ redditizio di un investimento in titoli obbligazionari dello Stato. La Germania e’ in crisi come noi, eppure ha fatto questa scelta”. I manifestanti ribadiscono l’importanza della scuola in una regione “difficile” come la Campania e invitano il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, a cercare gli sprechi nelle istituzioni e negli enti locali. “Ci ripetono – dice il segretario generale della Uil-Scuola Campania, Luigi Panacea – che il 97% della spesa del Governo in questo comparto viene utilizzato per pagare gli stipendi. E’ una cifra che si sta riducendo gia’ da tre anni eliminando i veri sperperi. Non si puo’ pensare di risolvere il problema rinunciando agli insegnanti”. In questo modo, spiega Panacea, “saltano intere classi, le restanti sono sovraffollate e non c’e’ personale per garantire il tempo pieno o quello prolungato”. I precari lanciano un appello al ministro, invitandolo ad ascoltare almeno i dirigenti scolastici che, dicono, “toccano con mano la realta’ dei fatti e per questo motivo sono stati i primi a schierarsi dalla parte dei lavoratori, chiedendo un intervento immediato dei sindacati”. Panacea chiede alla Gelmini di spiegare ai cittadini campani il motivo per cui “i tagli alla scuola in questa regione hanno raggiunto il 17%, contro il 10% della media nazionale” e se pensa di far funzionare la scuola pubblica “tagliando qualche migliaia di stipendi da 1.200 euro al mese”. Alla protesta degli insegnanti si e’ unito il personale tecnico e amministrativo (Ata), che in Campania subira’ una riduzione di oltre mille unita’. Alla manifestazione napoletana contro i tagli di settore hanno partecipato circa 300 precari, alcuni dei quali questa notte avevano dormito in tenda davanti alla se de dell’Ufficio scolastico regionale in via Ponte della Maddalena; il presidio, annunciano, non sara’ abbandonato fino allo sblocco della situazione. La protesta ha anche visto un momento di paralisi del traffico, con intervento delel forze dell’ordine; una precaria e’ salita sul tetto e ha fissato una bandiera del coordinamento. (AGI) Cli/Na/Lil
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in provveditorato agli studi | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Milano, 3 set. – Una donna cubana ha denunciato ai carabinieri di Abbiategrasso che il figlio di 12 anni e’ stato picchiato e insultato con epiteti come ’sporco negro’ ieri sera durante una lite tra coetanei avvenuta in un parco a Zelo sul Rigone, nel milanese. “Mio figlio – racconta Niurka, che vive in Italia da 15 anni, fa la commessa in un centro commerciale ed e’ separata – ha riportato una frattura al naso e lesioni agli occhi. Ieri sera alle 18 si trovava insieme a 4-5 suoi amichetti al parco Verde quando ha incontrato tre ragazzi di uno o due anni piu’ grandi di lui coi quali frequenta la stessa scuola media. Hanno inizato a urlargi ‘negro di m…’ e ’sporco nero’ e lo hanno aggredito. Lui ha provato ad andarsene, ma lo hanno seguito e hanno cercato di portargli via lo skateboard. A quel punto gli hanno messo le mani addosso e l’hanno picchiato”. (AGI) Cli/Car (Segue)
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in provveditorato agli studi | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Pescasseroli (L’Aquila), 3 set. – L’Unione Acli presenta a Pescasseroli, cuore del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, un weekend di iniziative culturali nel connubio sport, natura e cultura. Domani, alle 10, presso il cinema Rinascimento, sara’ proiettato il film “Uomini e lupi” per la regia di Giuseppe De Santis, pellicola girata nel 1956 tra il Borgo di Gioia vecchio e Forca d’Acero, per la quale furono chiamate esclusivamente comparse del posto. “Il film – sottolinea Antonio Bini, fra i principali promotori dell’iniziativa – ha un valore documentale perche’ girato interamente in terra d’Abruzzo e credo susciti grande interesse per le popolazioni locali in quanto potente e suggestivo strumento di conoscenza delle storie legate all’affascinante e misterioso mondo della pastorizia e della transumanza”. A fine proiezione previsti un omaggio al grande filosofo di Pescasseroli, Benedetto Croce, gia’ ministro della Pubblica Istruzione dell’ultimo Governo Giolitti, e la lettura di un documento di sostegno, a cura dell’U.S. Acli, a favore delle iniziative di soggetti pubblici e privati per il riconoscimento da aprte dell’Unesco della civilta’ della transumanza e dei tratturi come patrimonio dell’umanita’. Il secondo evento si svolgera’ domenica 5 settembre, sempre a Pescasseroli, con la cerimonia di apertura della manifestazione nazionale dell’US Acli “Settembre andiamo, e’ tempo di migrare”, nono itinerario di turismo sportivo e culturale lungo le vie verdi del Regio tratturo Pescasseroli – Candela (211 km). La manifestazione, dopo sette tappe che interessano le province di L’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino e Foggia, si concludera’ a Candela sabato 11 settembre. (AGI) Cli/Ett
Pubblicato settembre 3rd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Cagliari, 2 set. – Sara’ allestita a Cagliari, in anteprima assoluta a livello nazionale, dalla fine di novembre fino a gennaio prossimi la mostra “Gaudi’, la recerca de la forma” che sara’ allestita a Cagliari. Lo prevede un protocollo d’intesa siglato stamane tra l’assessore regionale della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali Maria Lucia Baire, il rettore dell’universita’ di Cagliari Giovanni Melis e il sindaco di Cagliari, Emilio Floris.
L’esposizione dedicata al grande architetto catalano del tempio della Sagrada Familia di Barcellona sara’ ospitata nella galleria “Passeggiata Coperta” del Bastione di Saint Remy e illustrera’, in un percorso di ricerca architettonica, i singoli elementi strutturali dell’imponente edificio di culto che verra’ consacrato da Papa Benedetto XVI nei primi giorni di novembre.
L’assessorato dei Beni Culturali, in particolare, svolgera’ le azioni di coordinamento dell’evento, mentre l’universita’ di Cagliari ne curera’ gli aspetti tecnico-scientifici e il Comune di Cagliari mettera’ a disposizione gli spazi espositivi, garantendone la gestione con riferimento al flusso dei visitatori. “La Mostra, per la sua connotazione di evento di forte richiamo nazionale e internazionale – ha detto l’assessore Maria Lucia Baire – rappresenta per la Sardegna un momento culturale di alto livello, anche per la promozione e valorizzazione del suo patrimonio materiale e immateriale. In virtu’ proprio del legame che unisce le due culture, sarda e catalana, il Temple Expiatori Sagrada Familia di Barcellona ha scelto Cagliari, come prima citta’ italiana, per ospitare la mostra “Gaudi’, la recerca de la forma”. Per il Rettore, “l’iniziativa risulta ancora di maggiore interesse per la presenza, nello staff di progettisti, di un ricercatore sardo dell’Ateneo cagliaritano”.
“La Mostra rafforza l’asse Cagliari-Barcellona – ha sottolineato il Sindaco Emilio Floris – nel convincimento che l’evento, per la forte impronta culturale, possa essere apprezzato non solo dai cagliaritani, ma anche dai numerosi visitatori che sceglieranno di arrivare in citta’ per ammirare l’esposizione”. (AGI) Red
Pubblicato settembre 2nd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – San Giovanni in Fiore (Cosenza), 2 set. – Nel 45.mo anniversario della tragedia di Mattmark l?Amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore, guidata da Antonio Barile, ha voluto commemorare il sacrificio umano delle 7 persone perite in quella sciagura che fu annoverata tra le più gravi del XX secolo. Giuseppe Audia, Gaetano Cosentino, Francesco Laratta, Fedele Laratta, Bernardo Loria, Antonio Talerico, Salvatore Veltri, questi i nomi dei 7 sangiovannesi morti alle 17,15 del 30 agosto del 1965. Il Silenzio scandito dal suono di una tromba ha segnato l?avvio della commemorazione in cui l?Amministrazione cittadina, presente con il Sindaco, alcuni Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale, i familiari delle vittime, il Parroco della Chiesa dei Cappuccini, ha deposto una corona di alloro davanti alla lapide in marmo posizionata nel 1966 presso il cortile della Scuola elementare Dante Alighieri dall?allora amministrazione locale, in occasione della visita del Presidente della Repubblica, Saragat. ?Vogliamo inchinarci davanti ad eventi di questo genere e riflettere su quello che è successo ma soprattutto, chiederci cosa fare perché simili tragedia non si ripetano?. Ha detto l?Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Giovanni Iaquinta che ha aggiunto: ?un ricordo e un segno di affetto va alle famiglie dei periti che provate da un così immane lutto, hanno continuato a guardare avanti con speranza. Alle donne, madri di famiglia che si sono assunte il carico familiare e continuato a pensare al futuro dei loro figli?. ?Tanti gli eventi tragici che hanno colpito e segnato indelebilmente San Giovanni in Fiore ? ha detto il presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Belcastro, e noi dobbiamo tutti essere grati a coloro che con il proprio sacrificio, quello di ieri ed anche quello di oggi, continuano a tenere alto il nome della città?. ?Una tragedia ancora così vicina che alcuni sopravvissuti oggi sono qui con noi a ricordare? ? ha detto il Sindaco AntonioBarile – che ha evidenziato come ancora oggi l?emigrazione rappresenti un problema sociale. Il pensiero del primo cittadino florense è andato alle nuove generazioni quando ha detto: ? tanti adolescenti non conoscono i sacrifici dei loro antenati. A loro dobbiamo far comprendere il nostro passato così prossimo. Questa città vuole ricordare per guardare avanti?. Ecco perché l?amministrazione cittadina intende trasformare l?area della dismessa stazione ferroviaria in luogo della memoria. Da lì in tanti sono saliti sul trenino per raggiungere luoghi lontani dove vivere e lavorare. L?idea è quella di rivalutare l?intera area, attraverso delle idee progettuali che è intenzione dell?amministrazione esporre alle Ferrovie della Calabria. (AGI) Red
Pubblicato settembre 2nd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Oristano, 2 set. – Ridimensionata dalle continue soppressioni, prima di classi e poi di dirigenze, la rete scolastica della provincia di Oristano deve fare i conti anche con alcune difficolta’ originate dall’organizzazione della pubblica amministrazione nei territori interessati alla revisione delle circoscrizioni provinciali. Il caso forse piu’ eclatante e’ quello del Liceo classico di Laconi: attualmente e’ sede staccata del Liceo Scientifico Pitagora di Isili, in provincia di Cagliari, con tutto cio’ che questa soluzione burocratica comporta in termini organizzativi. La questione e’ stata sollevata dall’assessore alla pubblica istruzione della Provincia di Oristano Serafino Corrias, a margine dell’incontro coi colleghi della altre Province, convocato in citta’ per discutere il piano di dimensionamento della rete scolastica regionale relativa all’anno 2011 – 2012.
“Sarebbe opportuna”, ha detto l’assessore Corrias, “la creazione di un istituto comprensivo globale che coordini le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado presenti nel territorio di Laconi e Senis. La distanza da Oristano e le difficolta’ di collegamento, infatti, rendono difficilmente attuabile anche la possibilita’ di fare del Liceo di Laconi una sede staccata del Liceo De Castro di Oristano”.
L’assessore Corrias, infine, ha posto l’esigenza che sia salvaguardata la specificita’ del corso di servizi di manutenzione e assistenza tecnica assicurato nell’istituto Ipsia di Ghilarza, l’unico nel suo genere in provincia di Oristano. (AGI) Cli/Rob/Cog
Pubblicato settembre 2nd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni
(AGI) – Genova, 2 sett. – Si apre uno spiraglio sulla questione precari della scuola. La Regione Liguria mette sul tavolo una misura del Fondo Sociale Europeo di 3 milioni di euro che punta a impiegare i precari riconosciuti dal decreto 68 del 2010 in diversi progetti di lavoro per sviluppare e migliorare l’insieme di tutto il progetto formativo scolastico. Lo ha reso noto l’assessore alla Pubblica Istruzione Pippo Rossetti. I lavoratori interessati potranno da subito dichiarare la loro disponibilita’ presso la direzione regionale scolastica e le autonomie scolastiche possono predisporre questi progetti strettamente legati all’accordo Regione Liguria- Miur per la realizzazione di attivita’ a carattere straordinario per innalzare la qualita’ dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome. La scadenza per le domande e’ prevista per la fine di settembre. Fra i progetti compresi nell’intesa fra Regione Liguria e Ministero, l’ integrazione degli immigrati, il rapporto scuola-extrascuola, l’orientamento, il rafforzamento dei processi legati alle forme di alternanza scuola-lavoro e molti altri. “Ci aspettiamo non solo che i precari dichiarino la loro disponibilita’ a questa proposta ma che vi sia una forte sinergia fra le scuole, i comuni e i territori per avviare una iniziativa che viene incontro ai precari per migliorare i progetti formativi sotto il profilo della quantita’ e della qualita’ – ha spiegato Rossetti -. Sotto il profilo politico, e’ un sostegno al mondo della scuola che vive una fase difficilissima per la riduzione del personale non insegnante e docente e segna un aumentano dei ragazzi nelle aule. Credo che poter offrire a un precario un lavoro non fine a se stesso ma a sostegno dell’attivita’ formativa scolastica risponda alle emergenze del momento”.(AGI) Cli/Ge/Bru
Pubblicato settembre 2nd, 2010 in pubblica istruzione | Modulo Segnalazioni